Campagna CADMI: “ci metto la faccia”

Campagna CADMI: “ci metto la faccia”

In questi giorni potete vedere, nelle principali stazioni della metropolitana milanese, le foto della campagna CADMI contro la violenza sulle donne, a cui ha partecipato come testimonial Maria Teresa Guerra, socio e responsabile commerciale di Aaron Tech:

“Ho partecipato a questo progetto perché mi è stato proposto da due professionisti, Sabrina Falduto (fotografa) e Gabriele Porta (Creative Director) e perché conosco molto bene la questione avendola vissuta sulla mia pelle.

Si tratta di una campagna insolita che vuole dimostrare quanto questo tipo di violenza sia “strisciante” nella nostra società ed in molti casi esce dallo stereotipo dell’occhio nero e dei danni fisici, producendo sofferenze psicologiche e discriminazioni di vario tipo.

Le tre testimonial sono rappresentative di età diverse, sono reali e ci mettono la faccia per incoraggiare le donne coinvolte in situazioni drammatiche a non provare vergogna per ciò che stanno vivendo e a chiedere aiuto.

La maggior parte delle vittime, più di 100 anche quest’anno in Italia, sono prodotte in ambito familiare, da parte di compagni e mariti che denotano, a loro insaputa, un quadro clinico piuttosto inquietante, che andrebbe riconosciuto e identificato a priori. Noi tutti pensiamo che i “matti” siano quelli che vediamo urlare nelle strade o gli psicotici che rinchiudiamo nelle cliniche psichiatriche; c’è invece un’altra tipologia di soggetti che, pur essendo pericolosi per il prossimo, appaiono perfettamente integrati nella società, spesso ricoprono anche ruoli importanti perché conservano un lucido “esame di realtà” ma di fatto nascondono disagi psichici profondi che producono sintomi di ipercontrollo, possessività e distruttività.

Freud diceva che “l’io dell’uomo non è padrone in casa sua” perché pensa di “comandare con la mente” ma non sa che è il suo inconscio a dirigere le sue azioni. La psicoanalisi è nata più di un secolo fa ma è rimasta purtroppo a vantaggio solo di coloro che se la possono permettere. Sarebbe necessario prevenire con una istruzione di base, già nella scuola dell’obbligo, su come funziona la psiche, consentirebbe a tutti di vivere una vita più sana, cosciente ed in reale connessione con il prossimo.

La campagna non vuole esprimere un femminismo “a tutti i costi”, nessuna contrapposizione con gli uomini, che a loro volta soffrono di altre piaghe come ad esempio le morti sul lavoro, sono loro che costruiscono case, chiese, palazzi, strade e molti degli oggetti che usiamo quotidianamente, e ne siamo grati, ma vuole dare solo giusto rilievo ad un fenomeno negativo della nostra società che produce sofferenze immense .”

E’ possibile sostenere l’associazione donando su: sostieni.cadmi.org

Se hai bisogno di aiuto chiama lo 02.550.15.519

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